Aggi - Università Agraria Bagnara

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Il Territorio


SANTA LUCIA DI AGGI
(BAGNARA di NOCERA UMBRA P.G.)


E' una chiesa assai antica, come dimostra anche la sua architettura con la porta a sesto acuto, forse di origine trecentesca nella sua forma attuale e si trova nella frazione di Aggi.
Aggi: da ricollegarsi al Longobardo gahagi (= terreno, bosco, pascolo o altro riservato).
E' nominata in un documento del secolo XII, una bolla di protezione di Alessandro III in data 04 Aprile 1174, in favore del Monastero di Lanolina dove se ne confermano i possedimenti (S.Lucia di Agio- S.Cristoforo- S.Antimo).
In un breve di Innocenzo IV dell' anno 1252 in cui sono confermati i possessi dei monaci di S. Croce di Sassoferrato, è pure nominatadi S.Lucia di Aggi come dipendente del priorato di S.Angelo di Appennino che era di proprietà degli stessi monaci.
La chiesa è volta verso oriente.
La porta di entrata nella parete a cornu epistolae è a sesto acuto in pietra squadrata; sull'arco una pietra ha scolpita una croce gotica.
La chiesa era abbondantemente coperta di affreschi, attualmente si possono ancora vedere, presso l'altare, cinque pitture murali:
1) San Sebastiano
2) Santa Lucia
3) Madonna col Bambino
4) Crocefisso
5) Santo Francescano (forse S. Antonio da Padova)
6) Santa Monaca
Alcune di queste figure sono attribuite dai critici a Matteo da Gualdo che le eseguì molto probabilmente nell'anno 1488 quando si recò nella vallata di Bagnara ed eseguì un affresco a Colle Aprico (l'affresco nel 1911 è stato staccato dalla parete e portato alla galleria nazionale di Perugia). Le figure hanno tutte gli inconfondibili caratteri dellarte di Matteo di Pietro da Gualdo: colli esili, occhi tondeggianti, occipite allungato e il solito muretto a mattoni rossi.




GROTTE DI AGGI

Le grotte di Aggi rappresentano la testimonianza che i cavernicoli del paleolitico abitarono le numerose grotte lungo il fiume Topino "Sigismondi".
Esse sono state occupate fino agli inizi del 1900 da alcune famiglie di Aggi i cui discendenti ne sono ancora i proprietari.
All'interno, scolpite sulle pareti, sono ancora visibili, anche se consumate dal tempo e dall'incuria alcune figure che rappresentano volti umani.



 
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